In consulenza, facciamo una cosa semplice: ricostruiamo insieme le prime ore dopo la nascita. E spesso emerge una storia fatta di interruzioni, separazioni, procedure anticipate.
“Mi hanno detto che non riuscivo ad attaccarlo.”
“Il mio bambino non cercava il seno.”
Sono frasi che le famiglie mi ripetono spesso. E quasi sempre arrivano insieme a un dubbio: ho sbagliato qualcosa?
È lì, in quei primi momenti dopo il parto, la cosiddetta golden hour, che a volte qualcosa si inceppa. Non perché voi non potevate o non riuscivate, ma perché quel tempo non è stato protetto.
In questo articolo voglio approfondire le prime ore dopo la nascita e:
- cosa può interferire nei primi momenti dopo la nascita
- cosa puoi fare tu, concretamente, per far sì che questi primi momenti siano protetti e rispettati.
Cosa può interferire nei primi momenti dopo il parto?
A volte la fisiologia del post parto è più difficile da vedere perché la nascita ha richiesto interventi. Alcune pratiche possono modificare il comportamento del neonato nelle prime ore dopo la nascita e rendere più faticoso l’avvio spontaneo dell’allattamento, ad esempio:
- epidurale
- ossitocina sintetica in travaglio
- parto operativo (ventosa, forcipe)
- taglio cesareo
- complicanze materne o neonatali che richiedono supporto immediato
Questo non significa che se hai fatto epidurale o cesareo non potevi allattare, o che hai sbagliato qualcosa. Significa che in queste situazioni il neonato può essere più assonnato o meno coordinato, e che servirebbe ancora più protezione del pelle a pelle e di questi primi momenti insieme.
Poi ci sono le routine ospedaliere anticipate. Ed è spesso qui che si gioca la parte più dolorosa: quando mamma e bambino stanno bene, molte cose (pesata, misure, bagnetto, visite non urgenti) si potrebbero fare dopo il pelle a pelle, la prima poppata, le prime ore.
Non è un dettaglio: spostarle significa lasciare spazio alla fisiologia.
Sai che conta anche l’ambiente? A volte i primi momenti insieme vengono disturbati da:
- luci forti
- rumori e voci alte
- ingressi/uscite continui
- spiegazioni frettolose senza coinvolgere davvero i genitori
Tutto questo aumenta lo stress di mamma e bambino e rende quei primi momenti meno protetti.
Non è colpa tua!
Te lo dico chiaro, perché spesso è qui che si incastra il senso di colpa.
Se il tuo bambino non si è attaccato subito.
Se non hai potuto tenerlo in pelle a pelle.
Se te lo hanno portato via per procedure che nessuno ti ha spiegato.
Non è colpa tua. Possiamo però lavorare su due fronti:
- rimettere al centro la fisiologia (nei punti nascita, nella formazione dei professionisti)
- ridare potere alle famiglie, informandole prima

Cosa possono fare i professionisti sanitari
Come operatori sanitari, il nostro ruolo dovrebbe essere quello di proteggere la diade mamma–bambino e non solo “smarcare” procedure.
1 Favorire il contatto pelle a pelle immediato e continuativo
Se mamma e bambino stanno bene:
- appoggiare il neonato nudo (coperto solo da un telo caldo) sul torace della madre subito dopo la nascita, verificando che la mamma sia vigile e che le vie aeree del neonato siano libere (testa di lato, naso e bocca non ostruiti)
- mantenere il contatto per almeno la prima ora, idealmente fino a dopo la prima poppata
- fare lo stesso, per quanto possibile, anche nei tagli cesarei (pelle a pelle in sala operatoria o il prima possibile)
2 Rimandare le procedure non urgenti
Pesata, misure e bagnetto spesso possono aspettare.
Queste pratiche rientrano nelle raccomandazioni OMS/UNICEF (Ten Steps to Successful Breastfeeding), che includono il contatto pelle a pelle immediato e il supporto ad avviare l’allattamento il prima possibile dopo la nascita.
3 Osservare, non invadere
Qui il punto è sottile ma decisivo: riconoscere le fasi del breast crawl (gattonamento al seno) e lasciare tempo al bambino.
Quando non c’è urgenza, evitare di:
- intervenire subito su attacco e posizione spostando il bambino
- schiacciare la testa sul seno o “modellare” continuamente il neonato
- spostare di continuo seno e corpo della mamma
Intervenire sull’attacco solo se c’è una reale difficoltà (dolore forte e persistente, bambino che non riesce davvero ad agganciare il seno, segni di sofferenza/instabilità).
4 Creare un ambiente protetto
Quando possibile:
- luci più soffuse
- tono di voce basso
- meno ingressi/uscite non necessari
Cosa puoi fare tu, come mamma (e come coppia)
Non possiamo controllare tutto, ma ci sono cose concrete che aumentano le probabilità di vivere quei primi momenti in modo rispettato.
1 Metterlo per iscritto nel piano del parto
Nel piano del parto puoi includere:
- Pelle a pelle immediato e prolungato con la mamma; se la mamma non è in condizione, pelle a pelle con partner/figura di fiducia fino a ripresa del pelle a pelle materno, evitando separazioni non necessarie.
- Clampaggio ritardato del cordone quando clinicamente possibile
- Desiderio di iniziare ad allattare entro la prima ora, prima delle procedure non urgenti
- Richiesta di evitare separazioni non necessarie
2 Parlarne prima con il punto nascita
Durante i controlli o il corso preparto, puoi chiedere:
- “Cosa succede normalmente al bambino appena nato, se sta bene?”
- “Lo posso tenere subito pelle a pelle?”
- “Quando viene pesato?”
- “Come vi organizzate con l’allattamento nei primi momenti dopo il parto?”
Le risposte che ricevi ti danno già un’idea di quanto il punto nascita sia allineato con la protezione dei primi momenti e dell’allattamento.
3 Prepararti con una figura di riferimento per l’allattamento
Se hai avuto un’esperienza di allattamento difficile in passato o hai già in gravidanza dei dubbi sull’allattamento, può aiutare un confronto con una consulente professionale in allattamento IBCLC.
E se i primi momenti dopo il parto non sono stati protetti?
Questa è una parte a cui tengo molto e che raccomando sempre alle mamme e famiglie che si rivolgono a me.
Se il tuo bambino è stato portato via, se l’allattamento non è partito come desideravi, se ti hanno detto che “non avevi latte” dopo 24–48 ore… non significa che non si possa recuperare.
Si può lavorare su:
- contatto pelle a pelle ripetuto (anche a distanza di giorni e settimane)
- stimolazione del seno e protezione della produzione di latte (spremitura manuale e/o uso del tiralatte)
- supporto nell’attacco e nelle posizioni durante le poppate
- valutazione del vostro allattamento per andare alla radice del problema
I primi momenti dopo il parto non sono una moda del momento. Sono un pezzo di fisiologia che andrebbe protetto. Come sistema, possiamo e dobbiamo fare di meglio. Come genitori, possiamo informarci, chiedere, scegliere (per quanto possibile) contesti che rispettano queste pratiche.
E se ti sei persa il “dietro le quinte” di cosa succede nella prima ora nel corpo di mamma e neonato, torna al primo articolo!

Sono Margherita Zocca
Consulente allattamento IBCLC
Farmacista
Consulente del sonno
Referente il Parto Positivo
Questo progetto nasce per offrire informazioni affidabili e accessibili su farmaci e allattamento, perché anche l’informazione è parte della cura.
Se senti il bisogno di uno sguardo più ampio su allattamento, sonno infantile o preparazione alla nascita, qui trovi chi sono e come lavoro.
CHI SONO | CONSULENZA ALLATTAMENTO | PERCORSO SONNO | PARTO POSITIVO
