Sono arrivata impreparata alla nascita della mia prima bimba. Avevo frequentato un corso teorico di accompagnamento alla nascita. Avevo letto libri, ma non avevo capito che avrei potuto avere voce nelle scelte. Non avevo strumenti pratici, né interiorizzati, per comprendere cosa stesse accadendo durante il travaglio e per viverlo in modo attivo, da protagonista. Il risultato? Non è stato un parto positivo, e mi sono sentita travolta, disorientata, a dir poco.
Cosa si intende per parto positivo? Continua a leggere perché l’informazione è un dono prezioso, che ti aiuterà a vivere con serenità e meno ansia questo momento…
Verso la scoperta del parto positivo
Durante la seconda gravidanza, qualcosa in me è cambiato. Sentivo che le cose potevano andare diversamente, che meritavo un’esperienza che rispettasse me, il mio corpo e la mia bambina. Ho iniziato a cercare. Non volevo più affidarsi semplicemente al caso o alle decisioni altrui. Volevo prepararmi.
Era il 2018. In quel periodo vivevo in un campus in Arabia Saudita.
Un giorno, incontrai una professionista che offriva un corso di Hypnobirthing ed è stato quel corso a trasformare completamente la mia prospettiva: mi ha dato strumenti pratici, conoscenze e soprattutto una nuova consapevolezza: potevo vivere il parto in modo positivo e attivo.
Potevo avere voce. Potevo scegliere. Potevo fidarmi del mio corpo, e così è stato. Ho affrontato il parto con maggiore serenità, fiducia e consapevolezza. Ho vissuto il parto che desideravo e che sapevo fosse possibile.
Da quell’esperienza è nato anche un nuovo percorso professionale e personale. Mi sono formata come referente certificata de Il Parto Positivo® per poter accompagnare altre donne e coppie in questo viaggio. Perché ogni donna dovrebbe avere a disposizione strumenti ed informazioni per prepararsi a un parto consapevole e rispettoso.
Cosa intendiamo per “nascita rispettata”?
Quando parliamo di nascita rispettata, spesso ci troviamo davanti a definizioni diverse, perché ogni persona la vive e la sente in modo unico. Possiamo guardare a questa esperienza da tante prospettive: quella della madre, del partner, del bambino, dell’ostetrica, dei professionisti sanitari.
Esistono protocolli, linee guida e documenti ufficiali che parlano di buone pratiche per una nascita rispettata.
In particolare, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato nel 2018 un documento fondamentale: “Intraprendere un’esperienza positiva di parto: raccomandazioni OMS per l’assistenza al travaglio e al parto”
Secondo l’OMS:
“Tutte le donne hanno il diritto a un parto positivo, che includa il rispetto della dignità, la protezione della privacy, la libertà di prendere decisioni informate, la disponibilità di supporto continuo e il minimo intervento medico necessario.”
Le buone pratiche per una nascita rispettata e un parto positivo raccomandate dall’OMS includono:
- Fornire informazioni chiare e comprensibili alla donna e al suo partner.
- Garantire la partecipazione attiva della donna alle decisioni che la riguardano.
- Offrire assistenza continua e supporto emotivo durante il travaglio e il parto.
- Rispettare la dignità, la privacy e la cultura della donna.
- Ridurre al minimo gli interventi medici non strettamente necessari.
- Creare un ambiente che favorisca la sicurezza e il comfort.
- Promuovere l’allattamento e il contatto precoce pelle a pelle tra madre e bambino.
La protezione: il cuore della nascita rispettata
Se dovessi scegliere una parola chiave per descrivere cosa significa davvero nascita rispettata, direi senza dubbio: protezione.
- Protezione della madre.
- Protezione del bambino.
- Protezione del momento sacro che è la nascita.
Perché il parto non è semplicemente un evento fisico: fatto di contrazioni, centimetri di dilatazione e… nascita del bambino. Il parto è molto di più.
È un’esperienza che lascia un’impronta profonda su tutto quello che verrà dopo: il post parto, l’allattamento, la relazione di attaccamento, la genitorialità.
È il terreno su cui nasce una nuova famiglia. Durante la nascita, in poche ore, si intrecciano emozioni, ormoni, sguardi, contatti, odori. Tutto ciò contribuisce a creare il primo legame tra mamma e bambino. E questo legame, a sua volta, avrà un’influenza su aspetti che vanno ben oltre il momento della nascita: il benessere emotivo della madre, la qualità dell’allattamento, la crescita del bambino, la relazione di coppia.
Per questo il modo in cui una donna viene accompagnata durante il parto è così determinante. Non è un dettaglio: è una base che può cambiare tutto.
La fisiologia della nascita: sicurezza, ascolto e rispetto
Come mamme, come esseri umani, condividiamo con il resto dei mammiferi un bisogno profondo e imprescindibile: sentirci al sicuro per poter lasciarci andare.
Il nostro corpo sa partorire. La fisiologia della nascita è potente e complessa, regolata da ormoni e processi innati che funzionano al meglio quando ci sentiamo protette, rispettate e in un ambiente che ci trasmetta fiducia.
Non è questione di luogo: una donna può sentirsi serena e in ascolto del proprio corpo anche in una sala parto ospedaliera, se accolta con empatia e attenzione.
Al contrario, può sentirsi bloccata e impaurita anche in un ambiente apparentemente ideale, se non percepisce ascolto e rispetto.
I piccoli gesti fanno la differenza:
- uno sguardo di incoraggiamento.
- Una voce calma e rispettosa.
- Il rispetto dei tempi della donna.
- Il consenso informato per ogni procedura.
- La possibilità di muoversi liberamente e di scegliere la posizione più adatta.
- Il contatto pelle a pelle immediato con il proprio bambino.
Anche quando un parto richiede interventi medici o avviene in sala operatoria, è possibile mantenere un clima di rispetto e umanità.
Una parola gentile, un gesto di rassicurazione, la possibilità di avere accanto una persona di fiducia: tutto questo contribuisce a trasformare l’esperienza. Perché il rispetto, durante la nascita, passa prima di tutto attraverso la relazione umana.
Dalla sala parto alla vita quotidiana
Il modo in cui una donna vive il parto lascia un’impronta che si riflette nel tempo, ben oltre quelle ore intense. Un’esperienza rispettata può nutrire la relazione madre-bambino, favorire l’avvio dell’allattamento, rafforzare la fiducia della donna nelle proprie competenze genitoriali.

Se una donna si è sentita ascoltata, sostenuta, rispettata, porterà con sé un senso di fiducia:
- Fiducia nel proprio corpo.
- Fiducia nella propria capacità di prendersi cura del proprio bambino.
- Fiducia nella relazione che sta costruendo.
Al contrario, un’esperienza di parto vissuta con paura, solitudine o mancanza di rispetto può lasciare ferite che rischiano di condizionare i primi giorni e settimane da neomamma e può rendere più difficile avviare serenamente l’allattamento, più faticoso il recupero fisico ed emotivo, più fragile la costruzione della relazione con il bambino.
Ecco perché parlare di nascita rispettata è così importante: non riguarda solo il benessere durante il travaglio, ma anche la qualità della vita dopo il parto e dell’allattamento al seno. Accompagnare una donna in questo viaggio significa ricordarsi che, nel giro di poche ore, sarà a casa con il suo bambino tra le braccia. Averle dato gli strumenti, il sostegno e la fiducia per affrontare quel passaggio è uno dei regali più grandi che possiamo offrirle.
Non è questione di “parto naturale” a tutti i costi
Quando si parla di parto positivo, molte persone pensano subito a un parto naturale, magari in casa, senza interventi, senza farmaci, vissuto nel silenzio di una stanza ovattata. Ma questo è solo uno dei tanti possibili scenari. Una nascita rispettata non è quella che segue un copione ideale, ma quella in cui una donna può vivere l’esperienza del parto sentendosi protagonista, ascoltata e accompagnata.
Il rispetto non si misura con la quantità di interventi medici o con l’assenza di farmaci, ma con la qualità della relazione, delle informazioni ricevute, del modo in cui le scelte vengono accolte e sostenute.
Un parto può essere profondamente positivo anche con un’epidurale. Può essere potente e trasformativo anche se avviene con un taglio cesareo. Quello che fa la differenza è come la donna viene guidata, quanto viene coinvolta, se si sente al sicuro e padrona del proprio corpo e della propria storia.
Smettiamo di pensare che ci sia una modalità “giusta” per partorire. C’è solo quella giusta per quella donna, in quel momento della sua vita. E può cambiare, anche all’ultimo minuto.
L’obiettivo di un parto positivo non è aderire a un ideale, ma proteggere la dignità, i bisogni e le emozioni di chi partorisce.
Perché quando il rispetto c’è davvero, non importa la modalità: quella nascita sarà comunque un’esperienza potente, degna e trasformativa.
Ogni donna merita un parto rispettato
Se c’è una cosa che ho imparato dalla mia esperienza personale e professionale è questa:
- Ogni donna merita di sapere che ha diritto a un parto rispettato.
- Ogni coppia merita di prepararsi con strumenti concreti e informazioni chiare.
- Ogni bambino merita di venire al mondo in un clima di amore e rispetto.
Il primo passo è scegliere di informarsi, scegliere di credere che un parto rispettato è possibile. Il parto può essere una potente esperienza di trasformazione.
Ogni donna, ogni bambino, ogni famiglia lo merita. Se anche tu senti il desiderio di prepararti in modo consapevole, di avere strumenti pratici per vivere un parto positivo, ti invito a scoprire il percorso che propongo come referente certificata de Il Parto Positivo®.
Scopri il mio corso di accompagnamento alla nascita →Laboratorio il Parto Positivo

Sono Margherita Zocca
Consulente allattamento IBCLC
Farmacista
Consulente del sonno
Referente il Parto Positivo
Questo progetto nasce per offrire informazioni affidabili e accessibili su farmaci e allattamento, perché anche l’informazione è parte della cura.
Se senti il bisogno di uno sguardo più ampio su allattamento, sonno infantile o preparazione alla nascita, qui trovi chi sono e come lavoro.
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