Trasferirsi all’estero: in Arabia con la famiglia

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Ma come ci sei finita in Arabia? Racconti, pensieri ed emozioni di una mamma all’estero.

Non so come ma fin da piccola ho sempre saputo che ad un certo punto sarei partita. Non sapevo però quando sarebbe stato. Trasferirsi all’estero non è stata una scelta inaspettata, ma ponderata e accolta.

2014 – Settembre

L’acqua del lago davanti a me è calma è tranquilla. Sono a Lazise, un piccolo paese che si affaccia sul Lago di Garda. Sono seduta su una panchina di fronte al lago. 

La panchina è in pietra fredda e a fianco a me c’è il mio ragazzo. “Perché siamo venuti qui oggi?” mi chiedo. “Mi hanno fatto una proposta di lavoro… in Arabia Saudita.” risponde

“Arabia Saudita?”. Sgrano gli occhi.

Quel pensiero remoto che è sempre esistito dentro di me su un possibile trasferimento, si sarebbe concretizzato.

Abbiamo deciso insieme di cogliere questa occasione che la vita ci stava presentando e di iniziare una nuova vita, una nuova famiglia in un altro paese. Lui sarebbe partito dopo pochi mesi, io invece, per motivi lavorativi e burocratici, l’avrei raggiunto dopo quasi un anno. Per quanto fossi decisa e consapevole della scelta, il partire e il lasciare tutto quello che era sicuro e conosciuto è stato uno shock. 

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Il giorno prima sei nella tua casa, con la tua routine, il tuo lavoro, i tuoi affetti, le tue certezze e il giorno dopo sei in un posto completamente diverso, a ricominciare da zero.

L’ adattamento in un posto nuovo: per trasferirsi all’estero è da mettere in conto

Una delle fatiche di quando ci si trasferisce in un luogo sconosciuto è l’inizio. Il primo giorno esci di casa e non sai neanche dove sei e nulla è scontato. 

“Dov’è si trova il supermercato più vicino? E la farmacia?”. Poi se come me non hai un grande senso dell’orientamento, fatichi anche a trovare la via di casa. Ah ma adesso con internet è facile, basta mettere l’indirizzo online e via! Eh no! Perchè fuori dall’Europa, il primo giorno se non hai una sim con i dati non hai internet fuori casa!

Ti senti smarrito, ti mancano i punti di riferimento e il cervello è continuamente bombardato da nuove immagini, colori ed odori. 

Il tempo non sarebbe stato più scandito dalle campane ma dal muezzin, che con il suo canto richiama i fedeli alla preghiera 5 volte al giorno.

Adattamento alla nuova cultura

Negli ultimi anni le cose sono molto cambiate ma quando mi sono trasferita nel 2015 alle donne straniere era caldamente consigliato di indossare l’abaya, una specie di tunica lunga, che copre tutto il corpo eccetto la testa, i piedi e le mani.

Ho faticato all’inizio ad accettare ed indossare l’abaya ogni volta che uscivamo dal campus dove vivevamo, come ogni cosa poi è diventata parte di una routine. In Arabia poi sono pochi anni che esiste il visto turistico, prima si poteva entrare solo attraverso un visto lavorativo! 

L’assenza di un visto turistico all’epoca significava che l’Arabia Saudita era un mondo chiuso, accessibile solo attraverso canali lavorativi o pratiche burocratiche lunghe per richiedere delle visite da parte di parenti. 

E gli affetti?

Questo pensiero è sempre stato per me ricorrente. Forse la sfida più dura di chi si trasferisce lontano dagli affetti più cari è il pensiero della famiglia e degli amici.

Come cambiano le cose quando si vive lontano?

Non poter essere presenti fisicamente a tutti gli eventi importanti della vita come compleanni, matrimoni o battesimi ha creato soprattutto all’inizio un senso di nostalgia profonda.

Creare nuove radici

Quello che spaventa nei grandi cambiamenti è la paura dell’ignoto, si lascia un posto sicuro ma non sappiamo cosa ci aspetterà. 

Ci vuole tempo per integrarsi in una nuova cultura, in una nuova lingua. Ci vuole tempo per dipingersi in una nuova routine, in un nuovo lavoro. Ci vuole coraggio per accettare che in passaggi così grandi come questo c’è spesso bisogno di aiuto, come ad esempio un supporto psicologico.

Si lasciano cose ma spesso se ne costruiscono altre che non c’erano ma per questo bisogna darsi tempo.

L’esperienza araba mi ha dato tanto

Ci è voluto del tempo ma abbiamo creato delle amicizie meravigliose, con persone da tutto il mondo. In Arabia sono diventata mamma di due bimbe meravigliose. Ho apprezzato poi la bellezza e la praticità del vivere vicino al mare. Ho imparato a dare la priorità a cosa è essenziale. 

Credo sia stato un equilibrio di bellezza nel cambiamento e consapevolezza delle difficoltà.

E adesso che siamo già altrove, guardo al passato con gratitudine, senza dimenticare tutta la forza che ogni esperienza porta con sé.

Continua a leggere il mio blog per non perderti il diario di una mamma expat.

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